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Infinite Jest – Sì, l’ho letto

Cercate di vedere voi stessi nei vostri avversari. Vi porteranno a capire il Gioco. Ad accettare il fatto che il Gioco riguarda la gestione della paura.
D.F.Wallace, Infinite Jest


Ce l’ho fatta. Un po’ per sfida all’inizio, un po’ per tigna durante (non volevo abbandonare a metà) e con grande dispiacere alla fine perché Infinite Jest è un libro complesso, ma terribilmente straordinario e forse andrebbe letto solo per questo motivo.

La sua straordinarietà e la sua complessità lo rendono unico (e come non potrebbe esserlo un libro così lungo?), i personaggi così ben strutturati, una storia che solo immaginarla mette i brividi per la sua genialità.
Ma come si può disegnare un mondo come quello descritto da Foster Wallace?
Impensabile. Geniale. Unico.

Partiamo dall’inizio. Infinite Jest è un romanzo scritto nel 1996 e proiettato in un futuro nemmeno così troppo lontano, ambientato a Boston, negli O.N.A.N ovvero una confederazione composta da Stati Uniti, Canada e Messico: uno stato unico, governato da un presidente esasperato dall’igiene che qualche anno prima cantava nei casinò di Las Vegas.
Il mondo di Infinite Jest è uguale al nostro, ma nettamente più disastrato dall’inquinamento incontrollato, anche per via di una gigantesca zona, chiamata Concavità, proprio al confine tra Canada e USA da cui la gente non fa altro che scappare. Questo accade perché enormi catapulte sparano i rifiuti in questo non-luogo e il precedente tentativo di usare i rifiuti come combustibile è fallito e i rifiuti sono diventati sempre più pericolosi.
Dato che i costi di gestione sono altissimi, l’amministrazione decide di farsi sponsorizzare e così gli anni perdono la datazione gregoriana per diventare L’anno del Pannolone per Adulti Depend o l’Anno dei Cerotti Medicati Tucks…
Qui di seguito, il calendario di Infinite Jest.

  1. Anno del Whopper
  2. Anno dei Cerotti Medicati Tucks
  3. Anno della Saponetta Dove in Formato Prova
  4. Anno del Pollo Perdue Wonderchicken
  5. Anno della Lavastoviglie Silenziosa Maytag
  6. Anno dell’Upgrade per Motherboard-Per-Cartuccia-Visore-A-Risoluzione-Mimetica-Facile-Da-Installare Per Sistemi TP Infernatron/InterLace Per Casa, Ufficio, O Mobile Yushityu 2007 (sic)
  7. Anno dei Prodotti Caseari dal Cuore dell’America
  8. Anno del Pannolone per Adulti Depend
  9. Anno di Glad

Può darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c’è di più che starsene seduti a stabilire contatti.
D.F.Wallace, Infinite Jest

Che mondo è quello dell’O.N.A.N? Innanzitutto è un mondo dove ci si annoia parecchio. Infatti, le sostanze (droga, alcool, intrattenimento)  sono i capisaldi di una società soltanto apparentemente libera, ma in grossa difficoltà.
Si potranno intravedere situazioni nemmeno troppo fantasiose con personaggi soli, alienati, chiusi in loro stessi, obnubilati dalle cartucce per l’intrattenimento ma soprattutto dipendenti da ogni genere di droga.
Che cosa è diventato il divertimento? Un artificio.
Non si parla di cinema, tv, libri o cos’altro. Ci sono i visori, le cartucce e un’infinita alienazione.

Ogni palla che atterra nella vostra parte di campo ma non siete sicuri se è dentro o fuori: datela buona. Ecco come rendervi invulnerabili da chi usa mezzucci. Come non perdere mai la concentrazione. Ecco come ripetersi, quando l’avversario ruba punti, che una volta corre il cane e una volta la lepre. Che la punizione di un gioco poco sportivo è sempre autoinflitta. Provate a imparare dalle ingiustizie.
D.F.Wallace, Infinite Jest

Il libro ha 3 trame generali: quello che accade all’ETA di Boston, un’accademia per tennisti di grande talento (un po’ una sorta di NBTA, Nick Bollettieri Tennis Academy) dove i ragazzini vivono e crescono giocando a tennis, il cui fondatore, James, detto Jim o anche Lui in Persona, Incandenza, è uno dei personaggi cardine del romanzo.
Regista (non molto quotato) di opere dai titoli più disparati e autore, soprattutto, dell’Intrattenimento con la I maiuscola, che è uno degli altri temi del romanzo.

Poi c’è la Ennet House, una casa di cura per tossicodipendenti: ci si fa una vera e propria cultura di medicinali, sostanze, enzimi, principi attivi e quant’altro. Le storie dei personaggi che ruotano intorno alla Ennet sono drammatiche e romantiche allo stesso tempo.
Don Gately è il personaggio più importante di questa trama: loser per eccellenza, come nella grande tradizione dei personaggi di un’America che non c’è più. Lui è un sorvegliante della residenza, ex tossicodipendente e delinquente da quattro soldi.
Ci si affeziona a lui molto facilmente.

Se una donna appena attraente fa tanto di sorridere a Don Gately quando gli passa accanto in una strada affollata, Don Gately, come quasi tutti i tossicodipendenti eterosessuali, nello spazio di un paio di isolati le ha già confessato eterno amore nella sua mente, l’ha scopata, si è sposato e ha avuto figli da quella donna, tutto nel futuro, tutto nella sua testa, e sta coccolando un piccolo Gately sulle ginocchia mentre questa Sig.ra G. mentale spolvera in giro con un grembiule addosso che certe notti indossa senza niente sotto.
D.F.Wallace, Infinite Jest

La terza trama invece è legata ad una cartuccia, un film girato da Jim Incandenza, che per tutto il libro viene chiamato l’Intrattenimento. Ma cosa è di preciso? Di cosa parla? Cosa succede se la si guarda?
Il film è ipnotico, tranquillizzante e sei così felice e contento di guardarlo che non riesci più a smettere: la cosa grave è che chi lo guarda si lascia andare ad un oblio fatto di inedia, insonnia…in due parole, chi guarda, muore.
La cosa incredibile è che questa cartuccia la vedono in tanti. Qualcuno vuole impedirne la diffusione, qualcuno vuole impedire il divertimento prodotto dalla visione, qualcuno invece la vuole sfruttare come una pericolosa arma di distruzione di massa. 
C’è anche qualcuno che non sa cosa sia, ma per pura curiosità, vorrebbe guardarla.
Diciamo che sapere che in quel film c’è Joelle Van Dyne, definita anche La più bella ragazza di tutti i tempi, misteriosa e bellissima, coperta da un velo sul viso (celestiale? bestiale? meraviglioso? non è dato di saperlo con certezza) rende l’Intrattenimento ancora più eccitante tant’è che ad un certo punto il lettore spera che alle 1300 pagine circa del libro, sia allegato un fottuto dvd…

I personaggi sono la cosa più incredibile di tutto il libro. Ogni personaggio si racconta. Ogni personaggio ha una peculiarità.
Ogni personaggio è funzionale.
Ci sono tennisti falliti, tennisti dal futuro più o meno radioso, disgraziati, eroi, delinquenti, tossici, donne bellissime (giovani e meno giovani), istruttori inflessibili, padri maneschi e donne alcolizzate, registi, ragazzi con problemi fisici, drag queen come Povero Tony Krause, assassini su sedie a rotelle e una miriade di personaggi piccoli e meno piccoli che contribuiscono a rendere questo romanzo inarrivabile anche per la minuzia con cui ogni figurante viene raccontato.

Io ci ho messo molto a leggere Infinite Jest per diversi motivi.
Il primo è che non è semplice. Ci sono divagazioni, incroci temporali, personaggi dalle mille sfaccettature e non è sicuramente un libro facile e rilassante. 
Il secondo è che per mantenere la concentrazione, centellinavo la lettura in poche pagine per sera.
Il terzo, non ultimo e meno importante, è che in mezzo a Infinite Jest ci ho messo parecchi altri libri.
Perché leggerlo, quindi?
E’ difficile. E’ lungo, impegnativo, non particolarmente divertente.
Beh, se mi chiedessero a chi è indicato un libro così, direi a tutti.
Un po’ perché parla della tristezza e della solitudine e tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti soli e/o tristi.
Un po’ perché faccio fatica a pensare come si possa scrivere un libro così. Con uno sforzo potrei paragonarlo ad un Pulp Fiction letterario, con altrettante trovate fantasiose e personaggi magnifici.
Infinite Jest è proprio uno scherzo infinito*, una sorta di cerchio di fuoco in cui ci si deve buttare a capofitto per evitare pericolose bruciature.
Perché Infinite Jest è il mondo che c’è fuori, forse solo un po’ più brutto e pericoloso, ma reale ai limiti dell’accettabile.
Perché David Foster Wallace ha descritto sapientemente il mistero della vita.
Perché volevo mettermi alla prova. Amo leggere e volevo leggere un classico contemporaneo.

Perché tutto quello che leggerò d’ora in avanti mi sembrerà tragicamente facile. O forse, no.

L’ingiustizia è una maestra rigida ma impareggiabile.
D.F.Wallace, Infinite Jest

*Il romanzo prende il nome, almeno in parte, da un verso dell’Amleto, in cui il principe danese fa riferimento a Yorick, il buffone di corte: “Ahimè, povero Yorick! L’ho conosciuto, Orazio: un compagno di scherzi infiniti (infinite jest, in lingua originale)”. A tale citazione si fa allusione molte volte, dato che la compagnia cinematografica di James Incandenza si chiama “Poor Yorick Productions”.

ilbradipoerrante

Di Torino, amante di calcio e sport, laureato in storia del Cinema, innamorato di Caterina e Francesco, sposato con il Toro. Se rinascessi vorrei la voleè di McEnroe e il cappotto di Bogart. Ché non si sa mai.

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