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Ogni maledetto mercoledì

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Tutti i giorni prendo la bici per andare in ufficio.
Caschetto, lucine, catarinfrangenti ovunque per farmi vedere (soprattutto d’inverno).
Il tragitto non è lungo: piazza Carducci-via Millio (zona san paolo) e la maggior parte dello stesso è ciclabile.
Lo scrivo anche se a Torino, la parola pista ciclabile fa venire l’orticaria a molti, in primis ai ciclisti perchè spesso le piste ciclabile sono una merda, sporche, sdrucciolevoli, rovinate, occupate da auto o moto in sosta, utilizzate da pedoni (spessissimo).
(Oh, non iniziate a cacare il cazzo con la storia che le bici vanno sui marciapiedi…non a me, almeno. Io sui marciapiedi, non ci vado.)
Il ponte di corso Bramante ha due corsie: una ciclabile, una pedonabile.
Il mondo non è perfetto e spesso i protagonisti delle due corsie (anche perché il genio che ha disegnato la viabilità, al fondo del cavalcavia ang. via giordano bruno per intenderci non ha disegnato strisce) non si affannano a fare il giro dell’incrocio per recarsi nel luogo a loro assegnato: ovvero ciclisti da un lato, pedoni dall’altro.
Vi giuro che non sarebbe uno sbattone assurdo, ma solo il tempo di un semaforo…
Il fatto è che la promiscuità, in questo caso, genera mostri.
Così, come tutte le mattine, quel fatidico mercoledì di aprile, inforco la bici e inizio la salita.
A metà, su uno spazio già risicato perché i tecnici comunali hanno pensato che per abbellire il ponte ci fosse bisogno di piante enormi (che non vengono potate), dicevo, a metà ponte, eccola lì, la mia nemesi.
Mamma con passeggino, bambina tenuta per mano (sinistra) e cane tenuto al guinzaglio (mano destra): per una occupazione totale della pista ciclabile al cento per cento. Ora…io sono uno di quelli che rompe abbastanza i coglioni in questo tipo di situazioni, ma a questo giro penso: sono le 8.45 e questa sarà in piedi da una vita, deve portare la bambina all’asilo e il cane dal veterinario (ok, magari il cane sta bene…però me la immagino così).
Allora cosa faccio? Mi fermo, metto giù il piede, guardo i tre e dico la seguente frase: “Faccia attenzione signora. Occupare tutta la pista ciclabile è pericoloso…”
Non ho nemmeno fatto in tempo a finire la frase che la “signora” mi guarda e dice: “Vai affanculo te e la bici. Io vado dove cazzo mi pare. Dall’altra parte le bici ci vanno? E allora io vado dove vanno le bici.”
(Sembra un controsenso e per un attimo penso: “Stai a vedere che lo stronzo sono io…”)

Allora provo a ribattere:”Sì, ho capito…che c’entra?”
La “signora” non fa una piega e mi fa un bel dito medio, condito da una serie di rabbiosi vaffanculo.
Se ne va e io pure, cristonando e smadonnando.
Un giorno probabilmente troverà il suo.
Un giorno probabilmente qualcuno la investirà.
Per il momento ogni dannato mercoledì quando ci incrociamo, mi prendo insulti a gratis.
Non reagisco nemmeno più. Mi limito a non fermarmi e la costringo sul lato destro della pista ciclabile.
Mentre la incrocio urlo: “PISTAAAA CICLABILEEEEEE” e lei urla “VAFFANCULOOOO”…
Chissà chi si stuferà prima. Ah, intanto il cane non lo vedo più.
Si sarà suicidato.

ilbradipoerrante

Di Torino, amante di calcio e sport, laureato in storia del Cinema, innamorato di Caterina e Francesco, sposato con il Toro. Se rinascessi vorrei la voleè di McEnroe e il cappotto di Bogart. Ché non si sa mai.

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