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La passeggiata

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Sai cosa ti dico, Francesco? Tutti i weekend dovrebbero essere così. Felici.
Lo so, lo so…non può esserci sempre il sole e ogni tanto anche tu avrai il diritto di avere la luna storta.
Però ieri è stato bello.
Sai quanto sono fiero di andare in giro con te, di raccontarti le cose, di farti vedere il mondo?
Spesso sei tu che me lo fai scoprire con il tuo stupore per le cose più piccole, compresi quegli scoiattolini che incontriamo al Valentino durante la nostra passeggiata in bici.
Io davanti a pedalare, tu dietro ad osservare e a non perderti niente.
Ogni tanto mentre ti parlo mi giro per guardare se non ti sei addormentato, tanto sei tranquillo con il tuo caschetto blu ben allacciato sulla testa: poi passa un tram e tu, eccitatissimo, me lo fai notare.
Sei diventato proprio un ometto. Eh sì, non fai una piega mentre ti siedo sulla bici, ti allaccio le cinture e partiamo sulla nostra Bianchi, rossa fiammante.

Passiamo dal Valentino per evitare il traffico ma forse è anche peggio: una marea disomogenea di persone, cani, bambini, podisti, ciclisti, risciò. Troppo traffico, troppa gente.
Per stare più tranquillo scavallo il Po, che ogni volta che vedi una barca fai una faccia che non si può spiegare e mentre siamo sul ponte, mi fermo per farti vedere i gabbiani che nemmeno a Bodega Bay si vedono così grossi e incavolati.
Poi risaliamo verso casa. Tu sempre tranquillo, io che continuo a parlarti.
Sei uscito con la tua paperella gialla e non la molli nemmeno sotto tortura, come se avessi bisogno di qualcosa che ti ricordi casa: quelli che ne sanno li chiamano oggetti transizionali, io mi limito a pensare che ti facciano compagnia lungo i tuoi viaggi in auto o appunto in bici.
La pista ciclabile di corso Moncalieri è piena di foglie. In realtà Torino ne è piena. Dovrebbero pulirla vero Francesco?? – ti dico – mentre stiamo aspettando che scatti il verde, mi giro per guardarti e tu scuoti la testa. In realtà lo fai spesso quando ti viene posta una domanda, ma papà ha ragione, quelle foglie secche sono veramente troppe.
Allora dopo aver attraversato il ponte di corso Vittorio mi fermo e ti chiedo se non vuoi portare una foglia alla mamma, ma ovviamente, tu, scuotendo la testolina, mi dici di no.

 

Autumn

Ad un certo punto, mi rendo conto che stiamo ripercorrendo il percorso di una passeggiata che mi ha cambiato la vita. Una passeggiata lunghissima, con tutta la città in fermento, in una caldissima domenica di tre anni fa.
Passeggiavamo io e tua mamma, sai Francesco, e non potevamo immaginare che quella passeggiata sarebbe stato uno dei momenti da ricordare nelle nostre vite. Camminavamo e chiacchieravamo, proprio come sto facendo con te adesso.
Poi ad un certo punto ci siamo fermati e siamo scesi in uno dei parchi più sconosciuti di Torino, con un nome terribile che ricorda momenti drammatici della storia dell’uomo, ma con una vista strepitosa e privilegiata sul fiume e sul Valentino.
Il sole sta tramontando, è una palla infuocata e la memoria va ancora a quel pomeriggio che, a pensarci bene, era quasi più caldo di questo.
Ti racconto di quella passeggiata mentre scendiamo sul Po e un paio di canottieri risalgono tranquilli il fiume: la tua faccia nel vederli vogare è incredula.
Sai Francesco che anche la mamma ha fatto canottaggio?? Mi guardi e scuoti la testa, ma anche questa volta è vero…

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Attraversiamo il Ponte Isabella e una leggera foschia impedisce di godere appieno del panorama. La paperella è sempre saldamente tra le tue mani e mentre ti guardo decido che devo comperarmi uno specchietto retrovisore per guardare quello che fai mentre io pedalo. Chissà cosa mi sto perdendo.
Arriviamo in garage, ti faccio scendere dalla bici e tu come tua abitudine la saluti mentre la ricovero affianco all’auto.
Ti sgancio il caschetto e mi sembri ancora più grande, mentre cammini con me verso casa.
Andiamo a casa da mamma?? Questa volta non mi dici no, ti limiti a sorridere.
E io con te.

ilbradipoerrante

Di Torino, amante di calcio e sport, laureato in storia del Cinema, innamorato di Caterina e Francesco, sposato con il Toro. Se rinascessi vorrei la voleè di McEnroe e il cappotto di Bogart. Ché non si sa mai.

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