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Possibile

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Ho sempre pensato che la coerenza fosse una virtù.
Un po’ per testardaggine, un po’ per tigna, un po’ per non dover ammettere di aver sbagliato, un po’ per bastiancontraneria perché di seguire gli altri, beh, proprio no.

E infatti ogni cambiamento nella mia vita è stato vissuto con riflessione ampia, dolore, qualche lacrima e un po’ di timore della modifica dello status quo: non ho cambiato mai squadra del cuore, ho avuto qualche amore e non ho mai cambiato idea politica.
O meglio, l’ho cambiata seguendo i cambiamenti imposti dal Partito.
Scrivo Partito con la P maiuscola, perché la prima scritta “politica” di cui ho memoria iniziava con la P maiuscola: la sigla era facile, facile, P.C.I.
L’idea è sempre stata quella di stare dalla parte dei più deboli. Niente da fare, io tifo agli indiani, non ai cowboys.
Solo che il tempo, che mi dicono è galantuomo ma anche un po’ bastardo, mi ha fatto seguire state contorte che solo in teoria mi avrebbero portato verso l’ipotetica socialdemocrazia a cui io aspiravo.
Mi sono sempre dichiarato comunisocialdemocratico.
Una roba strana da spiegare. Ma tant’è.

Poi quando ho iniziato a votare è arrivato Berlusconi.
E allora, dopo la stagione dell’impegno perché è importante votare per, sono passato decisamente alla stagione del l’importante è votare contro. E il contro era ovviamente Berlusconi.
Avrei votato anche una merda a patto di vincere: e infatti l’ho votata, turandomi il naso più di una volta.
Lì, forse avrei dovuto capire che le cose stavano cambiando. E invece no.
Perché poi sono arrivati Prodi, D’Alema, Veltroni e Bersani.
(No, Rutelli non è mai arrivato. E’ una vostra allucinazione, una peperonata non digerita, un incubo notturno.
No, Rutelli, posso testimoniarvelo, non è mai arrivato.)

Dicevo, poi è arrivato Bersani. E Bersani è una brava persona.
Pure troppo. E così, mentre si vincevano comuni e regioni (e si perdeva sempre il governo del paese), mentre ci si arrovellava su come battere Berlusconi, fare le primarie attorcigliandosi sul nulla, ecco, mentre tutto questo accadeva è arrivato Renzi.
Ecco, nel momento in cui è arrivato Renzi ho smesso di iscrivermi al Partito. Anzi, al partito.
Ero all’opposizione nel mio partito. Anzi, per dirla tutta, ero all’opposizione nel SUO partito.
E non era una opposizione Possibile.

Scrivo Possibile con la P maiuscola, perché finalmente, ho ritrovato la via di casa.
Mi sono iscritto stasera, al nuovo soggetto politico di Pippo Civati.
Mi sento più leggero.
Soprattutto sento meno pesante il fardello di turarsi il naso, tirare a campare, accettare o meglio, dover accettare decisioni prese dall’alto, perché la politica per come la intendo io si fa dal basso.
No, grazie, ma quella non è la mia idea di politica.
La mia idea di politica è un’altra e per quanto sarà difficile realizzarla, la ritengo Possibile e plausibile.

A quarant’anni, cambiare, è Possibile.
Io l’ho fatto e sono felice.

ilbradipoerrante

Di Torino, amante di calcio e sport, laureato in storia del Cinema, innamorato di Caterina e Francesco, sposato con il Toro. Se rinascessi vorrei la voleè di McEnroe e il cappotto di Bogart. Ché non si sa mai.

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3 Responses

  1. Giuseppe ha detto:

    caro Bradipo, sei io dovessi scrivere un mio orientamento di appartenenza politica fare copia ed incolla col tuo post (anche se io sono molto piu’ vecchio di te e fui iscrito al PCI dai primi anno 70). Forse l’unica cosa che ci divide è la squadra per cui tifiamo : io per l’ Udinese( come per gli indiani) ,che pur provinciale ha una storia gloriosa ed anche perchè ci ho fatto oltre 100 partite in prima squadra ed è la squadra che fa a riferimento alla mia città. Ormai di friulani c’è solo il giovanissimo portiere di riserva. Non ci sono piu’ i Zoff, i Burgnich e tanti altri di questa terra che hanno fatto carriera. E c’è anche il presidente Pozzo che uno tra i pochissimi in italia che non ha i conti in rosso, anche se lui gli affari suoi se li fa da brigante ( i presidenti delle squadre sono quasi tutti così) . Ho visto il tuo articolo su Zico : io giocai molti anni prima di lui ma il suo ed ex mio massaggiatore col quale ero rimasto in amicizia mi regalò un pallone con la firma del grande Galigno.

    • ilbradipoerrante ha detto:

      Grazie per il commento. Tra la politica e il pallone, le passioni trascinano i sentimenti e le parole.
      Non avrei mai pensato di abbandonare la nave per guardare altrove, ma la vita cambia e se le idee no, allora bisogna seguire il proprio ideale anche se annacquato dalla storia.

      Per quanto riguarda Zico, beh…che dire…per me Maradona, Pelé (per la storia) e subito dopo Zico.
      Amo molto il Friuli per via di amici della provincia di Udine che mi hanno accompagnato in un viaggio molto alcolico 🙂
      Un abbraccio.
      Spero di poter raccontare storie che ti piacciano.

      • Giuseppe ha detto:

        Allora ti riaspettiamo da queste parti.
        Anche per me la classifica è quella, ma anche Di Stefano che non saprei dove mettere ( l’hai mai visto ? io solo tantissimo tempo fa in tv)
        Guardo con molto interesse Possibile (anche se ho criticato il nome) .