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Tagged: Torino

Il mio vicino di casa è fascista

Lo so, come ritorno dopo mesi di assenza, parlarvi di un coglione non è il massimo. Però i vicini di casa sono qualcosa che non ti puoi scegliere e questo credo non lo sceglierebbe nemmeno il più ottimista degli ottimisti, nemmeno il più serafico dei serafici: nemmeno Homer Simpson con il buon Ned Flanders si trova così a mal partito. Lo so, averci il vicino di casa fascista, nel 2017 non è una roba normale, eppure io ce l’ho. A...

L’Arbre, le Maire et la “Ludothèque”

Ero abituato a quei grigi e noiosi politicanti della seconda repubblica che durante le campagne elettorali davano in pasto agli elettori il famoso mantra “Nei primi 100 giorni faremo questo e faremo quello…” salvo poi dimenticarsi o scontrarsi con la schiacciante realtà che ne impediva velleità e idee. Era curioso sentire che, da subito, ci sarebbero state iniziative e, per le opposizioni, era bello sapere che quei primi 100 giorni avrebbero rischiato di smascherare in maniera ineludibile gli avversari politici che...

Tavoliere

Sono nel periodo pessimista, statemi alla larga. Il problema è serio. Il problema essenzialmente è dovuto a scarsa fiducia in me stesso e negli altri. Sono così pessimista che Leopardi, Pascoli e Goya, per dire, mi fanno un baffo. Le parole degli altri, le vivo con strano fastidio, oramai credo a pochissime cose. Ho sempre creduto alle persone perché ho sempre pensato che in fondo le persone non sono malvagie, incapaci o delinquenti, e che di base uno malvagio, incapace o delinquente non...

À rebours – Controcorrente

Non ne posso più. Sarà la pioggia, sarà il novembre più lungo di sempre, sarà la settimana di passione pre derby, sarà quel che sarà, però, non ne posso più. Non ne posso più di Pif. Sì, quello delle Iene, ora fenomeno mediatico, regista (!!!), conduttore radiofonico (uno con una voce così…), testimonial per compagnie telefoniche, tipico esempio italico di aurea mediocritas. Non mi sta simpatico e francamente non lo trovo nemmeno così bravo. I falsi modesti che si scherniscono...

La passeggiata

Sai cosa ti dico, Francesco? Tutti i weekend dovrebbero essere così. Felici. Lo so, lo so…non può esserci sempre il sole e ogni tanto anche tu avrai il diritto di avere la luna storta. Però ieri è stato bello. Sai quanto sono fiero di andare in giro con te, di raccontarti le cose, di farti vedere il mondo? Spesso sei tu che me lo fai scoprire con il tuo stupore per le cose più piccole, compresi quegli scoiattolini che incontriamo al...

Ogni maledetto mercoledì

Tutti i giorni prendo la bici per andare in ufficio. Caschetto, lucine, catarinfrangenti ovunque per farmi vedere (soprattutto d’inverno). Il tragitto non è lungo: piazza Carducci-via Millio (zona san paolo) e la maggior parte dello stesso è ciclabile. Lo scrivo anche se a Torino, la parola pista ciclabile fa venire l’orticaria a molti, in primis ai ciclisti perchè spesso le piste ciclabile sono una merda, sporche, sdrucciolevoli, rovinate, occupate da auto o moto in sosta, utilizzate da pedoni (spessissimo). (Oh,...

Scegli Gesù.

[…]sto provando a cambiare non cercarmi più… nei dintorni di niente, ubriacarmi di gente, lontano dai ricordi dove vinci sempre tu… che adesso voglio ridere, perciò tristezza mia, spedisci alle tue lacrime la mia fotografia… che adesso voglio vivere in questo mondo qui…* Scegli Gesù, me lo ha detto uno. Uno che è sceso da una Touran grigia, bella auto, giacca e cravatta, capello con riga da una parte. Io ero nel dehors di un bar a mangiare rapidamente una...

Ci sono delle volte che vorrei lamentarmi…

[…] Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore.* *Jules Winnfield, Pulp fiction   Era ottobre. Non è passato molto tempo. Lo scrissi su queste pagine: Cambiare approccio, un approccio migliore, diverso, mettendo in un angolo tutte le cose che mi danno fastidio e ripartire da tutte le cose divertenti che mi piacciono.  Beh, io ci sto provando a diventare il pastore, direbbe Jules nell’ultima scena di Pulp Fiction, e io con lui:...

La mustra* – Riflessione sul tempo che passa (e purtroppo non torna)

Per qualche vicissitudine di troppo, negli ultimi due mesi avrò portato al polso il mio orologio massimo tre o quattro giorni. Per uno come me abituato sin da piccolo a sapere sempre che ora era, direi che si tratta di una rivoluzione copernicana. Eppure è così. Forse perché sono circondato da apparecchi che restituiscono ore, minuti e secondi con la puntualità di un goal di Cristiano Ronaldo è così, il mio Breil regalo di diploma di mamma e papà, è diventato superfluo....

Innocenti evasioni

In due giorni credo di aver visto e sentito un repertorio di banalità e puttanate che poco hanno a che vedere con la solidarietà sociale e la democrazia. Domenica ho votato alle primarie del Pd. Ne ho sentite di tutti i colori. Fasulle. Inutili. Due euro buttati (ps. non pago, sono iscritto, quindi con me evitate questa strumentale e monumentale cagata. Ndr).  Si sapeva già come sarebbe andata a finire. Vi fate prendere per il culo. Eccetera, eccetera, eccetera. Che,...