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Povero figlio

Durante il quinto anno dell’istituto tecnico per fotografi, il mio professore di Storia dell’Arte per spiegarci il valore apotropaico, estrasse dal suo consunto portafoglio una foto del suo bimbo di quattro anni.
Nel silenzio della classe, disse due semplici parole: “La vedete?” poi con un gesto repentino, la strappò in pezzi.
Ci guardammo sgomenti. Lui senza battere ciglio iniziò la sua lezione e ci spiegò da par suo quel fenomeno che ha varie spiegazioni.

Ecco, stamattina, per via di “quella foto”, mi è tornata in mente quella lezione e quel sentimento contrastante e dirompente che una bella mattina, il mio professore ci regalò come un prezioso momento educativo.
Sì, perché “quella foto” è il dito e non la Luna.
Perché da stamattina, “quella foto” è la coscienza sporca che diventa ancora più sporca.

Io stamattina ho accarezzato mio figlio che dormiva placido nel lettone di mamma e papà.
Ecco, io, “quella foto” non riesco a togliermela dalla testa ma non per la foto in sé, o la necessità di pubblicarla, di ricamarci ad hoc trasmissioni, giornali, scoop, invettive.
No, io “quella foto” la vivo come Woody Allen in Annie Hall (Io non posso godere di niente se non ne godono tutti. Io… sai… se uno crepa di fame in qualche posto… ecco… già mi ha rovinato la serata): il senso di impotenza mi schiaccia, l’inadeguatezza e la paura sono i sentimenti più diretti che mi assalgono subito, ogni volta che penso a “quella foto”.

E penso a mio figlio. Alle sue difficoltà, ai suoi passi incerti, ma anche ai suoi sorrisi, ai suoi calci ad un pallone, alle scarpine che gli piacciono, alle patatine davanti alla tv…e penso che non si può far finta di niente rintanandosi negli squallidi ritornelli che sentiamo ripetere in una eterna nenia, irritante quanto volgare.
E ripeto, se oggi di “quella foto” avete parlato per la necessità o meno di mostrarla, allora è tutto inutile.
Stiamo assistendo ad un olocausto e lo scandalo è la foto.
Il dito, la Luna.

Povero figlio.

ilbradipoerrante

Di Torino, amante di calcio e sport, laureato in storia del Cinema, innamorato di Caterina e Francesco, sposato con il Toro. Se rinascessi vorrei la voleè di McEnroe e il cappotto di Bogart. Ché non si sa mai.

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